
Focus
L’occasione della presentazione dell'ultimo rapporto di ActionAid, associazione che si è presa la briga di analizzare i dati sugli aiuti dell'Italia per la cooperazione internazionale, mi offre la possibilità di riflettere o di tentare di abbozzare un punto di situazione sull’attuale politica portata avanti dal nostro Paese in materia.
Questo articolo è stato pubblicato su ilsussidiario.net il 30 giugno 2009
Il 29 giugno 2009, festa solenne dei santi Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha firmato la sua terza enciclica, la prima del suo Magistero sociale. Lo scorso 13 giugno, durante l'udienza concessa ai soci e ai corsisti della Fondazione “Centesimus Annus”, il Papa aveva sostenuto la necessità di ripensare i «paradigmi economico-finanziari dominanti negli ultimi anni».
Questo articolo è comparso sull'Avvenire il 18 giugno
Il recente documento approvato a maggioranza dagli Ordini dei medici, con una spaccatura che lascia il segno, fa trasparire una critica di fondo al disegno di legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) all’esame della Camera su cui occorre fare chiarezza.
Le elezioni europee sono finite e il 57% degli europei non è andato a votare, manifestando in modo inequivocabile che i popoli europei non apprezzano questa Europa, non si riconoscono in essa, e non considerano importanti le sue istituzioni. Lo sapevamo già, ma indubbiamente questi dati ci danno una conferma eclatante del netto rifiuto popolare di questa Europa.
Il decreto sulla sicurezza recentemente approvato dalla Camera - dopo un tormentato iter legislativo disseminato di forzature - è stato già oggetto di numerosi interventi e di valutazioni fortemente critiche che solo in parte sono riuscite in itinere a smussarne alcuni degli aspetti più chiaramente discriminatori.
“Ti rivolgo, o vecchia Europa, un grido pieno d’amore: Torna a te medesima, sii te stessa! Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Rivivi quei valori autentici che hanno fatto gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza tra gli altri continenti”. Queste le parole pronunciate da Giovanni Paolo II nello storico pellegrinaggio a Santiago di Compostela nel 1982 e riprese da Papa Ratzinger nell’Angelus del 24 luglio 2005.
L’occasione della 43a Giornata delle comunicazioni sociali (24 maggio) ha suscitato un’ampia riflessione sui nuovi media e sui loro effetti sulle persone. Il tono prevalente è quello ottimistico, che, anche in base al messaggio del papa, sottolinea le straordinarie opportunità relazionali e conoscitive che le nuove tecnologie della comunicazione offrono specialmente ai giovani.
Approfondimenti
(Una versione ridotta è stata pubblicata dal quotidiano “Il Foglio” del 30 maggio 2009)
L’articolo di Ernst-Wolfang Böckenförde intitolato L’uomo funzionale. Capitalismo, proprietà, ruolo degli stati, apparso sul numero 10 de “Il Regno” e ripreso lo scorso 27 maggio da “Il Foglio”, è senz'altro profondo, lucido e ricco di notevoli spunti per lo svolgimento del dibattito economico, teologico e costituzionale.
E’ opportuno di tanto in tanto fare un bilancio degli effetti della crisi sul nostro paese e valutare le possibili vie d’uscita. Guardando alle nostre spalle è opportuno distinguere le (pur collegate) dinamiche del mondo bancario finanziario da quelle dell’economia reale.
Alla riforma dell’Istruzione voluta dal ministro Gelmini si è aggiunto in questo mese di giugno un altro tassello: il Consiglio dei ministri ha approvato i regolamenti attuativi della riforma per l’istruzione liceale. I mezzi di comunicazione hanno evidenziato l’aumento del numero degli indirizzi, che passa da tre a sei, ma restano alcune perplessità abbastanza consistenti.
La settimana scorsa si è svolta in Italia la prima visita del leader libico Gheddafi. Un incontro che, come ha detto Berlusconi, chiude una pagina dolorosa della nostra storia. Se la pagina dolorosa è quella del colonialismo a cui anche l’Italia fascista non si sottrasse, era giusto definirla una delle pagine più vergognose della nostra storia.
Il primo viaggio nel Vecchio Continente è stato un grande successo mediatico e politico per il nuovo Presidente americano. Barack Obama è stato ammirato per il suo stile semplice ed efficace, per la calma zen e la capacità di negoziare e riconciliare parti distanti tra loro.
A 65 anni dallo sbarco in Normandia 33 applausi accompagnano lo storico sbarco del 44mo presidente americano nell'Islam. Messa da parte la retorica dello scontro, Obama invita i musulmani del mondo a un "nuovo inizio" e propone un incontro di civiltà.
Dopo la catastrofe causata dalla crisi finanziaria globale c’è ancora chi va in giro dicendo che in fondo in fondo dobbiamo affidarci alla mano invisibile e non cambiare le regole o i regolatori. Dimenticando che il raptus della mano invisibile sui mercati finanziari e il sonno dei regolatori non è stato affatto uno scherzo e ci è costato 124 milioni di malnutriti in più>>>