COOPERAZIONE CIVILE: UN’OPPURTUNITÀ PERSA PER LA PUBLIC DIPLOMACY ITALIANA?

di Federiga Bindi
Le commissioni Esteri e Difesa stanno discutendo in questi giorni alla Camera il “decreto missioni”, sulla cui base opererà poi la Cooperazione allo Sviluppo italiana. Una parte importate del lavoro della cooperazione è centrata sulla formazione, campo in cui l’Italia eccelle. Nonostante ciò, nei settori della cooperazione gira voce che si intenda eliminare i corsi di formazione residenziali in Italia per funzionari pubblici afghani spostandoli in Afghanistan. Sarebbe un errore strategico, che minerebbe la qualità e l’efficacia dei corsi stessi – in particolare per quanto riguarda la partecipazione femminile - stimolerebbe la corruzione locale e, non ultimo, danneggerebbe la credibilità dell’Italia in materia, come spiegheremo di seguito.
Tra democrazia e dignità umana. Intervista a Krienke sul discorso del Papa al Bundestag
“Questa visita resterà sempre nella mia memoria”. Così Benedetto XVI in una lettera indirizzata al presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Robert Zollitsch, sul recente viaggio apostolico del Papa in Germania (22-25 settembre).










