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Il rispetto dell’avversario politico è uno dei tratti distintivi della democrazia. Se è debole o assente viene meno la democrazia e si deve parlare di qualcos’altro. Oggi ci troviamo agli inizi di un lento ma inesorabile processo di transizione verso un sistema politico che non contempla il rispetto per la parte avversa

Il rispetto dell’avversario politico è uno dei tratti distintivi della democrazia. Se è debole o assente viene meno la democrazia e si deve parlare di qualcos’altro. Oggi è ormai del tutto evidente che ci troviamo agli inizi di un lento ma inesorabile processo di transizione verso un sistema politico che non contempla il rispetto per la parte avversaria. Addio correttezza bipartisan. Segnali allarmanti vengono dagli USA, ma nella stessa Europa le cose non vanno meglio dal momento che continuamente assistiamo, da parte dei mass media, delle forze politiche e della società civile, ad una sistematica attività rivolta a negare la legittimità dell’avversario politico a governare, solo perché professa idee differenti.

L’attività di discredito del concorrente politico viene costantemente consumata davanti all’opinione pubblica attraverso l’uso di tutti i mezzi a disposizione quali scandali sessuali, vicende giudiziarie, notizie false, e qualsiasi altra cosa che abbia la forza di distruggere la reputazione e intaccare l’integrità morale di un politico al fine di screditarlo totalmente di fronte all’elettorato. Ciò che sta succedendo negli USA è del tutto emblematico. Si pensi ad esempio al caso che ha interessato la portavoce del Presidente Trump la quale, di recente, è stata costretta a lasciare un locale perché non gradita. E’ paradossale che casi del genere, che negli ultimi tempi vanno moltiplicandosi, si verifichino proprio nel Paese che ha offerto al mondo l’esempio di come gestire le relazioni tra forze politiche concorrenti in modo da contenere la conflittualità nei limiti dovuti. Veramente un brutto segnale che giunge da oltre oceano e che divide la società americana e la rende ingovernabile nel lungo periodo. In realtà tali segnali di neo-tribalismo dovrebbero preoccupare un po’ tutti, dal momento che sono il sintomo di una grave degenerazione del sistema Statunitense. E tutti sappiamo quanto gli USA siano importanti per l’ordine mondiale.

Ed è paradossale che sia proprio il Presidente Putin – le solite male lingue direbbero da quale pulpito viene il messaggio – a ricordare agli statunitensi che dovrebbero rispettare maggiormente il loro Presidente. Si può essere di opinioni diverse ma non è possibile mostrarsi senza rispetto nei confronti di un leader che è stato eletto dal popolo con regolari elezioni. Questa è una ragione sufficiente per mostrare rispetto, perché è il rispetto che costituisce il principio fondante della democrazia. Una forza democratica è, infatti, tale se riconosce al vincitore di una regolare elezione, chiunque esso sia, la legittimità di governare.

Lo sconfitto dovrebbe accettare la regola che è la maggioranza a governare, anche se questa non piace, e sviluppare un’opposizione costruttiva. Prevale, invece, il morbo dell’intolleranza, della violenza verbale proprio da parte di chi, come la sinistra liberal, si considera un baluardo a difesa di questi valori. Già da tempo la sinistra, che ha sposato la globalizzazione nel modello dell’iper-globalismo, ha assunto comportamenti di disprezzo, intolleranza e di tribalismo deleterio. Comportamenti che meritano di essere condannati e bollati come antidemocratici considerato che erodono le radici della democrazia rendendola sempre più vulnerabile. E’una forma di potere esercitata in modo sottile e sofisticato attraverso la cultura e i mass media che sta avvelenando le società occidentali dall’America all’Italia. Un atteggiamento che affonda le proprie radici nella pretesa della superiorità morale, per cui valori buoni e cultura stanno da una sola parte mentre gli altri non meritano altro che disprezzo. Da una parte gli illuminati dall’altra i barbari e fascisti da educare ai veri valori.

Non vi è dubbio che tali prese di posizione oltre a compromettere i canali del dialogo rischiano di generare un clima di intolleranza sociale. Elementi che prefigurano la fuoriuscita dal sistema democratico e conducono in territori che promettono solo uno scontro frontale tra opposte visioni politiche.

Se si pensa di avere accesso alla conoscenza assoluta, a valori unici e indiscutibili prevale la superbia e l’arroganza che sono veleni della democrazia. I mass media ne approfittano alimentando queste tendenze alle volte in modo davvero irresponsabile senza curarsi delle conseguenze perverse che hanno sulla società e sulla politica. Questo è ciò che sta accadendo nel nostro paese e in parte del mondo Occidentale.

Chiunque creda nella democrazia e nel principio della tolleranza deve, dunque, adoperarsi affinché tali comportamenti, che rischiano di essere il lievito di forme politiche totalitarie, non si diffondano nella società. Infatti, il totalitarismo si basa sull’idea della superiorità morale, culturale e conoscitiva di una parte sull’altra.

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