Se c’è una parola che mi manda in bestia e che di questi tristi e un po’ folli tempi di pandemia mi è stata data tante volte come risposta alle mie argomentazioni è ‘Narrazione’…

Se c’è una parola che mi manda in bestia e che di questi tristi e un po’ folli tempi di pandemia mi è stata data tante volte come risposta alle mie argomentazioni è ‘Narrazione’. Fai notare come sia quanto meno singolare che in Italia la ‘letalità ufficiale’ del COVID-19 (deceduti/contagiati) sia attorno al 14% mentre nelle altre nazioni si aggiri attorno al 3-5%? Ne trai quindi la conclusione che ci siano problemi di non uniformità su come si assegnino le cause di morte e che quindi i numeri siano del tutto senza senso?

La risposta più comune èPotresti anche aver ragione, peccato però che la ‘narrazione’ ora sia un’altra’. E questa maledetta ‘narrazione’ (che implica l’abbandono della ricerca della verità) fa dire a quasi tutti i giornali che il rapporto Istituto Superiore di Sanità-ISTAT abbia definitivamente stabilito che l’89% dei morti positivi al COVID sono morti a causa del virus (ho letto il rapporto e questa statistica non è scritta da nessuna parte, il messaggio principale è quello di un effetto molto lieve su base nazionale delle morti associate alla pandemia rispetto alle morti per tutte le cause attese dal pregresso).

La ‘narrazione’ ci dice che i poliziotti americani sono dei suprematisti bianchi che uccidono i neri per razzismo ma i numeri ci dicono che non è vero? Allora chi ha fatto le statistiche seriamente (Johnson, David J., et al. “Officer characteristics and racial disparities in fatal officer-involved shootings.” Proceedings of the National Academy of Sciences 116.32 (2019): 15877-15882. ) deve ritrattare l’articolo (sì proprio come Galileo) e inginocchiarsi al nuovo Baal della ‘narrazione’.

Gli esempi sarebbero infiniti e l’ansia di adeguarsi alla ‘narrazione’ (che è sempre condotta dai padroni del discorso che sono a ben vedere molto pochi ) è dirompente. L’inquisizione che pretende atti di sottomissione e abiura colpisce il direttore del museo che si permette di ospitare troppe opere d’arte di maschi eterosessuali bianchi così come film del passato, ragazzi che si incontrano per un aperitivo e addirittura santi che hanno fatto molto per l’integrazione delle popolazioni autoctone americane.

La ‘green economy’ ha un impatto ambientale non indifferente? Alcune analisi ci dicono che potrebbe essere, certo, ma la ‘narrazione’ è un’altra, la ‘green economy’ è per definizione buona visto che inizia con la parola ‘green’.

Spero sempre che la Chiesa custodisca ancora il suo sospetto verso il mondo (che non scordiamolo mai è il terreno di gioco del Nemico) e protegga i ribelli, quanto ai lettori un kit di pronto intervento contro le ‘narrazioni’ è diffidare sempre di chi non sa fare un discorso filato senza ficcarci dentro almeno sei o sette termini anglosassoni.

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