Bisogna prendere personalmente in carico il contrasto a questa tendenza livellatrice senza paura di sembrare ‘nazionalisti’ (la questione si pone ad un livello molto più fondamentale rispetto alla politica), evitare il più possibile ogni uso indebito di espressioni anglofone, curare la corretta sintassi italica, arrivare al fondo dei problemi senza scorciatoie definitorie per cui si è classificati come ‘omofobi’, ‘negazionisti’ o ‘sovranisti’ con l’accluso fardello di colpa da espiare…

(Photo by Oli Scarff – Pool/Getty Images)

Edinson Cavani (nella foto) è un forte (e anche molto corretto) attaccante uruguayano in forza al Manchester United. Il 29 novembre, dopo la partita vinta dal Manchester United per 3 a 2 contro il Southampton, Cavani aveva pubblicato sul suo profilo Instagram una storia in cui rispondeva ad alcuni complimenti commentando: «gracias negrito». Apriti cielo ! La federazione calcistica inglese lo squalifica per tre turni e gli commina una multa di circa centomila euro perché il suo commento «conteneva riferimenti, espliciti o impliciti, al colore e/o alla razza e/o all’origine etnica». A niente sono servite le precisazioni dell’accademia uruguagia di lingua e letteratura spagnola che ha sottolineato come ‘negro’ e ancor più ‘negrito’ siano in spagnolo modi colloquiali e per nulla offensivi di riferirsi alle persone né più né meno come noi chiamiamo qualcuno ‘biondo’ o ‘smilzo’ o anche ‘ciccio’ (questa ultima locuzione particolarmente affettuosa).

Dove è il razzismo allora? Sicuramente non alberga nella espressione di Edinson ma di sicuro abbonda dalla parte della federazione calcistica inglese con la sua pretesa di imporre un atteggiamento ‘anglofono’ al resto del mondo (ricordiamoci le acute osservazioni di Gramsci sulla lingua come ‘concezione del mondo’) senza alcun rispetto per le culture differenti.

(Photo by Marc Atkins/Getty Images)

A me Cavani è sempre stato simpatico (tra l’altro condividiamo lo stesso giorno di nascita, il 14 di Febbraio) e non riesco a sopportare che si sia dovuto scusare per essere stato sé stesso, per essersi comportato secondo la sua cultura e tradizione, costretto da un potere malvagio e diffuso (è stato coperto di insulti dagli utenti della rete). Bisogna stare attenti a chi ci vuole imporre questa ‘lingua di legno’ che tribalizza il mondo in buoni/cattivi, fedeli/infedeli, antirazzisti/razzisti, è la falsa religione dei ‘buoni’ che sta corrompendo il mondo e prepara (anche aiutata dalla crisi pandemica) un governo mondiale che ha il denaro come unico valore e uno stolto manicheismo assetato di ‘casi esemplari’ come predicazione al popolo.

Bisogna prendere personalmente in carico il contrasto a questa tendenza livellatrice senza paura di sembrare ‘nazionalisti’ (la questione si pone ad un livello molto più fondamentale rispetto alla politica), evitare il più possibile ogni uso indebito di espressioni anglofone (le mie figlie mi prendono in giro ma io continuo a criticarle quando parlano di ‘body-shaming’ o di ‘small-talk), curare la corretta sintassi italica, arrivare al fondo dei problemi senza scorciatoie definitorie (i maledetti ‘hashtag’) per cui si è classificati come ‘omofobi’, ‘negazionisti’ o ‘sovranisti’ con l’accluso fardello di colpa da espiare.

Ne va della nostra salvezza.

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