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Il Sistema informativo Excelsior sui fabbisogni occupazionali delle imprese, realizzato da Unioncamere in collaborazione con l’ANPAL – che rileva e analizza i programmi occupazionali delle imprese per fornire indicazioni a supporto delle Politiche attive del lavoro – nell’ambito dell’Indagine conclusasi nel 2017, ha realizzato un focus sulle e-skills con la finalità di cogliere e qualificare le evoluzioni in atto nella domanda di lavoro nell’era delle Digital economy

La Digital trasformation ha di fatto introdotto, in discontinuità con il passato, un nuovo paradigma produttivo, nuovi modelli organizzativi e di business, con ricadute anche sulla domanda di competenze e di nuove professionalità. Le imprese, al fine di sfruttare al meglio le potenzialità offerte dalla Digital economy, sono alla ricerca di conoscenze necessarie per gestire in modo efficace le innovazioni tecnologiche e organizzative introdotte in azienda.

Il Sistema informativo Excelsior sui fabbisogni occupazionali delle imprese, realizzato da Unioncamere in collaborazione con l’ANPAL, rileva e analizza i programmi occupazionali delle imprese per fornire indicazioni tempestive a supporto delle Politiche attive del lavoro e, nell’ambito dell’Indagine conclusasi nel 2017, ha realizzato un focus sulle e-skills (vedi nota) con la finalità di cogliere e qualificare le evoluzioni in atto nella domanda di lavoro nell’era delle Digital economy.

Una prima considerazione generale, che emerge dall’indagine Excelsior, riguarda il crescente interesse da parte delle imprese di competenze traversali (le soft skill sono richieste l’85% degli oltre 4 milioni di profili previsti in entrata nel 2017). La Digital Trasformation, introducendo una nuova e più complessa impostazione organizzativa, oltre a richiedere specifiche competenze tecnico-professionali, comporta, dunque, una maggiore adattabilità, capacità di lavorare in team, abilità nella risoluzione dei problemi imprevisti, pensiero critico: abilità, queste, necessarie per gestire in modo efficace le tecnologie 4.0 e sfruttarne adeguatamente le potenzialità.

Le imprese, per affrontare i cambiamenti insiti nella Digital trasformation richiedonono ampiamente competenze tecniche e specialistiche funzionali al nuovo paradigma produttivo: al 62,3% degli oltre 4 milioni dei profili professionali programmati in entrata nel 2017, è stato richiesto il possesso di competenze informatiche, digitali e tecnologiche. La richiesta di tali competenze associata ai profili professionali ricercati aumenta al crescere del livello di studio segnalato dalle imprese, raggiungendo la quasi totalità per i laureati, diventando quasi un requisito di base “indispensabile” per l’ingresso nel mondo del lavoro.

La competenza che registra la maggiore frequenza di richiesta da parte delle imprese riguarda le abilità digitali di base, quali l’“utilizzo delle tecnologie internet e l’abilità nella gestione di strumenti di comunicazione visiva e multimediale”, richieste al 57,7% dei profili in entrata. Seguono “la capacità di utilizzare linguaggi matematici ed informatici per organizzare e valutare informazioni qualitative e qualitative” (50,9%) e la capacità di “gestire e applicare tecnologie 4.0” (34,2%).

A richiedere maggiormente il possesso di competenze allineate con i cambiamenti della digital trasformation sono le imprese internazionalizzate e le imprese che innovano: le imprese esportatrici richiedono e-skill al 66,1% dei profili ricercati mentre quelle innovatrici al 65,3%.

La ricerca di competenze e-skill non è confinata alle aree funzionali “tecniche” (Information technology, Progettazione e Ricerca e sviluppo richiedono tali competenze rispettivamente al 98,9% e al 95,6% dei profili in ingresso), ma è sempre più presente anche nelle altre aree: quella amministrativa, che richiede e-skill al 94,4% dei profili in entrata, l’area di direzione e servizi generali (92,2%) e quella commerciale (80,2%). Seguono le aree “Istallazione/manutenzione/qualità” (68,6%), “Logistica” (59,1%) e “Produzione beni/servizi” (46,5%).

Gi analisti (Data Scientist), i progettisti di software, gli ingegneri in diverse discipline, tecnici programmatori, tecnici esperti in applicazioni, tecnici meccatronici, sono fra i profili a cui le imprese richiedono maggiormente le e-skills. Accanto a questi profili direttamente coinvolti nella digitalizzazione dei processi produttivi, le imprese ricercano anche specialisti nei rapporti con il mercato, tecnici della vendita e distribuzione, tecnici del marketing, per applicare e gestire in azienda strategie di web marketing e comunicazione. Ma per rendere concreta la trasformazione digitale vengono richieste e-skills anche ad operai specializzati, conduttori di impianti e operai di macchinari.

Infine, tanto più sono ritenute “strategiche” le competenze e-skill tanto maggiore è la difficoltà di trovare sul mercato il profilo professionale adeguato. Cresce, infatti, di circa 10 punti percentuali il “mismatch” fra domanda e offerta di lavoro quando le imprese ricercano profili professionali per i quali tali competenze sono ritenute molto importanti per lo svolgimento dell’attività lavorativa, registrando una difficoltà di reperimento che raggiunge quasi il 30% delle figure professionali, contro un valore medio del 21,5%.

La Digital economy sta dunque richiedendo sempre più a tutte le figure professionali competenze e abilità specifiche (e- skills). Il cambiamento che sta investendo il mercato nel lavoro non riguarda solo l’emergere di nuovi profili professionali, ma soprattutto la richiesta di nuove abilità che interessano tutte le figure professionali già presenti nel mondo del lavoro, alle quali viene chiesto un ampliamento delle competenze.

In uno scenario dove accanto all’evoluzione delle competenze si registrano importanti disallineamenti fra domanda e offerta di lavoro, diventano sempre più strategiche le politiche per l’education: dalla formazione professionale alla scuola e fino alla formazione terziaria, la sfida da raccogliere è quella dell’innovazione in chiave digitale tanto dei contenuti e che della didattica, integrando inevitabilmente l’apprendimento formale con l’apprendimento in contesto lavorativo, e investendo a tutti i livelli del sistema formativo per l’aggiornamento continuo delle competenze dei lavoratori.

PER QUALI TITOLI DI STUDIO E’ RICHIESTA ALMENO UNA DELLE TRE SKILL (% sul totale entrate per titolo di studio)

 

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema informativo Excelsior 2017

 

IN QUALI AREE AZIENDALI E’ RICHIESTA ALMENO UNA DELLE TRE E-SKILL (% sul totale entrate per area aziendale)

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema informativo Excelsior 2017

 

I PROFILI CON GRADO ELEVATO DI RICHIESTA DI COMPETENZE MATEMATICHE E INFORMATICHE PER ORGANIZZARE E VALUTARE INFORMAZIONI QUALITATIVE E QUANTITATIVE

 

(1) Figure per le quali in almeno un caso su due (50% e oltre) le imprese hanno segnalato per tale competenza un grado di importanza medio-alto e alto.

(*) Sono state considerate le professioni con almeno 300 entrate programmate/previste.

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema informativo Excelsior 2017

 

I profili con grado elevato di richiesta competenze digitali, come l’uso di tecnologie internet, e capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale

 

(1) Figure per le quali in almeno un caso su due (50% e oltre) le imprese hanno segnalato per tale competenza un grado di importanza medio-alto e alto.

(*) Sono state considerate le professioni con almeno 200 entrate programmate/previste.

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema informativo Excelsior 2017

 

I profili con grado elevato di richesta capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie (digitali) robotiche, big data analytics, internet of things, ecc. ai processi aziendali anche in linea con quanto previsto dal Piano Impresa 4.0

(1) Figure più richieste e più difficili da reperire tra quelle per le quali in almeno due casi su cinque (40% e oltre) le imprese hanno segnalato per tale competenza un grado di importanza medio-alto e alto.

(*) Sono state considerate le professioni con almeno 200 entrate programmate/previste.

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema informativo Excelsior 2017

 

 

 

Nota

E-skills indagate:

* Capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici per organizzare e valutare informazioni qualitative e quantitative;

* Possesso di abilità digitali che consentano l’uso di tecnologie internet e di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale;

* Capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie robotiche, Big Data analytics, Internet of things, ecc. ai processi aziendali, anche in linea con quanto previsto dal Piano Impresa 4.0.

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