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Abbiamo bisogno di comprenderne le potenzialità ed i rischi senza demonizzare ma neppure senza enfatizzare. Abbiamo bisogno di esercitare pienamente il nostro ruolo umano di costruttori di senso per cercare risposte alle tante domande che la tecnologia oggi ci pone.

L’Intelligenza Artificiale (IA): cosa c’entra con noi?

Partiamo da qui: da un interrogativo legittimo e necessario. Legittimo perché vogliamo continuare, malgrado tutto, a guardare al mondo con lo stupore infantile dell’incanto che, di fronte alla realtà, cerca di capire e dare un senso. Necessario perché abbiamo la consapevolezza che molto è ciò che dobbiamo ancora comprendere. Sotto tutto permane però un dubbio, frutto di una sottile inquietudine, che ci induce ad un’ulteriore domanda: questa tecnologia sarà un bene o un male? Amica o nemica?

Guardiamoci attorno: siamo tutti immersi dentro un reticolo intricato di algoritmi che decidono, calcolano, propongono, ascoltano, parlano, rispondono, hanno nome e voce. Non c’è luogo dove I.A. non sia presente: nei nostri telefoni, nelle nostre case, nei luoghi di lavoro, nelle nostre relazioni. Ovunque! È una realtà che diamo per scontata e, in parte, fatichiamo a capire nella sua complessità. Sarà perché non siamo ancora pronti? Sarà perché non la comprendiamo a fondo? Sarà perché siamo animali che si abituano, pian piano, quasi a tutto?

Forse per tutte queste cose assieme. Ma forse anche perché, nella sua essenza, IA ci fa simpatia e in qualche modo ci aiuta. A Lui, ma sarebbe meglio dire Lei, visto che la parola intelligenza è femminile, possiamo affidarci per essere guidati, per fare gli acquisti giusti, per fare la spesa, per sapere come sarà il tempo, avere la ricetta della torta della nonna e molto altro. Possiamo delegarle molti compiti perché in fondo non ci chiede, almeno nell’immediato o per quanto possiamo comprendere, una contropartita: insomma, IA è l’ultima tra le tante macchine che, nella nostra storia, abbiamo creato per aiutarci e per liberarci dalla schiavitù della fatica. Ma è veramente così? Ne siamo sicuri? Chi la sta governando: noi o qualcun altro? Noi siamo protagonisti o spettatori? Siamo consumatori o ne siamo consumati?

Dell’Intelligenza Artificiale (IA) molto si parla, spesso con linguaggi tecnici per lo più incomprensibili ai profani, ma poco si discute in termini politici volti alla realizzazione del bene comune. La utilizziamo molte ore al giorno per fare molte cose ma, almeno una parte di noi, la ignora: nel senso che non ne comprende il funzionamento, né la portata. Ovviamente ciò è sempre accaduto per molte macchine che utilizziamo quotidianamente. Ma IA non è solo una macchina: è molto di più. Ed è proprio questo “di più” che la rende ciò che è: un “giocattolo” affascinante ma anche potenzialmente rischioso. Uno strumento che, se non usato per il bene potrebbe generare male. Una macchina che, se al servizio dell’uomo può già oggi e nel futuro potrebbe sempre più, aiutarci veramente nel progresso e nella giustizia.

Ma perché ciò accada abbiamo bisogno di possedere le coordinate giuste per capire. Abbiamo bisogno di comprenderne le potenzialità ed i rischi senza demonizzare ma neppure senza enfatizzare. Abbiamo bisogno di esercitare pienamente il nostro ruolo umano di costruttori di senso per cercare risposte alle tante domande che la tecnologia oggi ci pone. 

Per tutte queste ragioni e soprattutto per cominciare a cercare possibili risposte alle tante domande ed ai dubbi che ci interpellano, che abbiamo voluto dedicare questo numero di BeneComune all’I.A. aiutati da professionisti, ricercatori e studiosi che abitano assieme a noi questo spazio di approfondimento delle Acli. A settembre il nostro Incontro di Studi nazionale ha aperto il cammino, oggi chiudiamo l’anno sapendo bene che il percorso intrapreso non potrà certo concludersi qui.

Il nostro impegno non può che essere volto a rendere questo tema sempre più popolare, comprensibile e politico così da rendere le nostre comunità ed i nostri concittadini protagonisti e costruttori consapevoli e responsabili dei percorsi della storia e del futuro.

Ci rivediamo nel 2024: buon anno a tutte e tutti!

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