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Violenza relazionale e femminicidi. I servizi di cura mentale allo stremo delle forze

Tonino Cantelmi - 09/05/2013

Uccise perché donne. E uccise da una persona che in un tempo passato le ha amate, forse troppo e forse male. Questo è il femminicidio: l’omicidio di una donna che matura nell’ambito di una relazione di amore in fase di deriva. Gli eventi di cronaca degli ultimi tempi ci segnalano una serie di delitti di questo tipo che ha impressionato gli italiani. I numeri dicono che ogni due o tre giorni una donna viene uccisa in Italia da un ex marito o da un amante respinto. Uomini feriti nel loro narcisismo, troppo fragili per gestire la frustrazione relazionale, dominati dall’incoercibile bisogno di affermare se stessi attraverso la violenza.

  • Economia e Finanza

    Crisi politica. Paralizzati dall'eccessivo tatticismo

    Leonardo Becchetti 11/04/2013

    Abbiamo terribilmente bisogno del binomio onestà-competenza. Invece dopo un periodo in cui limiti di onestà si sono abbinati a varie dosi di competenza ed incompetenza rischiamo di vivere la sterile ribalta degli onesti-incompetenti. Che purtroppo non ci aiutano a risolvere i gravi problemi del paese. E’ stupefacente quanto il dibattito recente nel nostro paese si sia concentrato sul tema dei salari dei politici, di quanto spendono a mensa, insomma su questioni sulle quali sono in gioco somme risibili e non piuttosto su quelle di sostanza che ci hanno fatto entrare nel terzo anno di recessione. Se è vero che l’onestà è una virtù fondamentale e la sobrietà dei nostri politici un segnale fondamentale della stessa è altresì essenziale spostare il dibattito sulla sostanza e superare la paralisi di ingovernabilità che stiamo vivendo.

  • Politica e Istituzioni

    Il saggio Napolitano non ha nominato dieci “saggi”*

    Alberto Gambino 02/04/2013

    La decisione del presidente Napolitano di farsi coadiuvare da due gruppi di lavoro per sbloccare la crisi politica che sta colpendo il nostro Paese va letta dentro il contesto politico di tre minoranze parlamentari i cui leader si rifiutano di aprirsi al confronto. Non senza però premettere che, da un punto di vista mediatico, la nomina delle due commissioni è stata travisata da gran parte dell’establishment del giornalismo italiano, il quale ha semplificato che sono stati nominati dieci “saggi” e, una volta etichettati così, ne ha stigmatizzato il profilo inadeguato per risolvere con autorevolezza una crisi assai complicata.

  • Economia e Finanza

    Oltre il PIL. Il BES per misurare la nostra ricchezza

    Leonardo Becchetti 11/03/2013

    Concludendo un percorso importante durato più di un’ anno l’Istat presenta oggi in parlamento il primo rapporto sul benessere equo e sostenibile in Italia (BES). Si tratta di un evento storico che pone il nostro paese all’avanguardia mondiale nella costruzione di indicatori di benessere che coniughino creazione di valore economico, sostenibilità sociale ed ambientale. Il paradosso del disallineamento tra dinamica del PIL e della soddisfazione di vita occorso in molti paesi ci ha insegnato che la “ricchezza delle nazioni” non è il flusso dei beni e servizi prodotti e venduti sul mercato ma, più generalmente, lo stock dei beni economici, spirituali, culturali, ambientali, relazionali di una determinata comunità.

  • Politica e Istituzioni

    Le contraddizioni del nostro sistema elettorale

    Alberto Gambino 01/03/2013

    Il sorprendente risultato elettorale che ha definitivamente archiviato il bipolarismo, con la presenza in Parlamento di una pluralità di coalizioni con programmi politici anche radicalmente differenti, mette a nudo una grave contraddizione della legge elettorale che porterà - è facile prevedere – a censura di incostituzionalità da parte della Consulta. La contraddizione è la seguente: un premio di maggioranza pensato per garantire la governabilità del Paese, pur fallendo il suo scopo, può essere indebitamente utilizzato per eleggere la massima carica dello Stato, cioè il presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione e, come tale, da votare in Parlamento con il consenso più largo possibile.

  • Economia e Finanza

    Povertà e disuguaglianza: le sfide dei prossimi decenni

    Massimo Cermelli 13/12/2012

    I primi giorni di dicembre, Eurostat, ha reso noto che nel 2011 nei paesi dell’Unione Europea, il 24% della popolazione, cioè circa 120 milioni di persone, sono a rischio povertà o di esclusione sociale, rispetto ad un valore del 23% registratosi nel 2010. Secondo l’ufficio statistico internazionale, per rientrare all’interno di queste categorie, occorre che un cittadino europeo presenti più di una delle tre caratteristiche: avere problemi di entrate (reddito), vivere in una situazione di forte necessità materiale, vivere in una casa all’interno della quale, esclusi gli studenti, gli adulti (18-59 anni) hanno lavorato meno del 20% del monte ore potenzialmente utilizzabili.

Il liberalismo non è amoralismo.

20/02/2013

Intervista a Markus Krienke.

Molto hanno fatto discutere i dati recenti del Rapporto Eurispes 2013. L’erosione degli orientamenti etici nella nostra società sembra procedere con una celerità infrenabile. Questi dati significano innanzitutto che ci troviamo in un momento di cambiamenti epocali per quanto riguarda le nostre certezze morali sui fondamenti della vita umana e della nostra convivenza. Segnano gli effetti della secolarizzazione, cioè che la visione “intuitiva” che la società ha nei confronti dei propri presupposti morali non è più determinata dal cristianesimo. E così pare ad alcuni che se gli orientamenti etici non sono più definiti “dall’alto” di un’autorità socialmente riconosciuta, l’individuo sceglierebbe secondo le possibilità tecniche, non secondo canoni morali. E nel concreto, le cercherebbe anche di realizzare, fin dove le sue possibilità economiche glielo permettono. Anche nelle scelte morali, l’individuo si comporterebbe sempre di più come “consumatore” che cerca di ottenere i massimi vantaggi materiali in rapporto alle risorse che ha a disposizione.

Diario

Impegno civile ed esperienza religiosa


di Francesco Riccardi

Sono stato sempre interessato al contributo che l’esperienza religiosa può dare ad una vita di impegno civile, al modo particolare in cui l’impegno è informato da questo tipo di esperienza. Non intendo unicamente la tensione morale. Certo, l’esperienza religiosa produce tensione morale, ma non è la sola a produrla, lo spessore morale che spesso si accompagna alla non credenza è di prima grandezza. Intendo piuttosto una qualche sorta di vaccinazione contro le asprezze, contro gli spigoli.


Darsi Pace di Marco Guzzi

La felicità sostenibile di Leonardo Becchetti