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Anime nere

La legalità è cosa nostra

Si può contrastare il fenomeno mafioso?

3/2015

Questione di classe

Cosa è oggi l'istruzione pubblica?

2/2015

Mano visibile

Accordo TTIP: le multinazionali manovrano contro i diritti dei cittadini?

1/2015

Qualcosa di personale

I partiti e la democrazia nelle mani dei leader

12/2014

Nelle mani giuste

Riabilitare il lavoro manuale e la formazione professionale

11/2014

R.I.P. Riposi in pace. Amen

Per risvegliare una cultura della pace

10/2014

Per un pugno di euro

È difficile colpire la corruzione in Italia

9/2014

Start (me) up

Innovare, creare e generare lavoro buono e giusto

Numero 07-08/2014

Qualcosa del genere

Per non essere approssimativi sulle differenze tra maschi e femmine

Numero 06/2014

Testa o croce?

L'euro tra buone ragioni e contestazioni

Numero 5/2014

Non gioco più...

Cittadini mobilitati contro il gioco d'azzardo

Numero 4/2014

Diverso come me

Lo straniero è qualcosa d'Altro?

Numero 3/2014

Che Casinò!

Quando l'economia è ridotta a un casinò vuol dire che le cose non vanno affatto bene (J.M. Keynes)

Numero 2/2014

Stato di necessità: accampato su una fiat 500

Stato di necessità

Lo Stato italiano non dispone ancora di una misura di contrasto della povertà

Numero 1/2014

Del Porcellum non si butta via niente

Riflessioni sulla legge elettorale

Numero 0/2013

  • Il pendolo della mafia

    Marcello Ravveduto 12/03/2015

    I fenomeni mafiosi traggono origine dall’incapacità dello Stato unitario di integrare nella società capitalistica la borghesia rurale e le plebi urbane meridionali. Una lacuna strutturale che attraversa, da oltre centocinquanta anni, la storia d’Italia. Grazie alla loro capacità adattiva, che gli consente di oscillare tra poli opposti, le mafie si sono adeguate ai diversi mutamenti congiunturali e alle azioni di contrasto degli apparati statali

  • Dire ’ndrangheta è dire anche femmina

    Giuseppe Laganà 12/03/2015

    Nel “sistema ’ndrangheta” la donna non possiede un’identità propria. Ed è lei a spingere l’uomo alla vendetta nel caso in cui venga ucciso uno della famiglia; che non è il luogo psichico in cui l’individuo viene aiutato a sviluppare le proprie capacità ma lo spazio in cui si apprende a sacrificare se stesso per il bene del clan. Cosa fare? Servono scelte coraggiose, come la sospensione della patria potestà, interventi d'animazione socioculturale all’interno dei quartieri, tesi a ricostruire il senso della comunità, e di inserimento lavorativo. In sintesi è necessario riconquistare piazze e strade.

  • Un'infanzia onnipotente e malata

    Pia De Silvestris 12/03/2015

    L’invidia muove il mondo. Nel senso che la competitività estrema, che è mossa dall’invidia, è sempre alla ricerca di una vittoria onnipotente o della distruzione della cosa invidiata. Viviamo in una società fondata sulla disuguaglianza economica e sociale, dove si invidia il benessere e la ricchezza di un parte, costruita sullo sfruttamento dell’altra. Ed il mafioso per ottenere il denaro che serve a mantenere il potere dell‘ndrangheta, nella più completa psicopatia, uccide ed elimina in modo invidioso e crudele tutti coloro che non sottostanno alle sue leggi.

  • La grande bellezza

    Mara Filippi 12/03/2015

    Educare alla bellezza: questa è la vera rivoluzione culturale che serve a questo Paese. Per questo bisogna partire dai giovani, dalla scuola. Abituare il giovane cittadino al ben fatto, al curato, ospitandolo in luoghi accoglienti, salubri, ben progettati. Educarlo alla collaborazione, alla manutenzione, al non spreco, al senso di comunità e di cittadinanza attiva, alla difesa del bene comune. Insomma: all’etica

  • La piovra non è invicibile

    Antonio La Spina 12/03/2015

    I segnali di idebolimento delle diverse esperienze mafiose, le scelte e le prese di posizione avvenute in ambito poltico, ecclesiale e della società civile ci consentono di affermare che è possibile annientare il fenomeno mafioso. Il che non significa che ciò sia facile. Avverrà soltanto se, accanto ai rappresentanti dello Stato, a fare terra bruciata intorno ai criminali ci saranno tantissimi imprenditori, giovani, genitori, maestri, cittadini.

  • E' tempo di una nuova resistenza

    Antonio Russo 12/03/2015

    Il popolo italiano e lo Stato stanno subendo da più di due secoli un attaco violento e continuo da parte della mafia nelle sue diverse manifestazioni. E' giunto il tempo di una nuova resistenza che si deve tradurre in una guerra asimmetrica, il cui scopo è riconquistare il controllo sociale del territorio e riorientare il cuore di molti italiani al bene comune

  • Mala Bestia Mafiosa e ipocrisia italica

    Gaspare Sturzo 12/03/2015

    Essere produttori di bene comune e riconquistare gli spazi di mercato civile e democratico che sistematicamente ci vengono sottratti. La doppia catena dei diritti e dei doveri che ci lega deve essere rinsaldata guardando a interventi tecnici dove si annida il cancro del malaffare. Bisogna rendere impossibile il mercato illecito dei poteri pubblici, spesso pilastro essenziale per controllare i diritti delle persone

 
In rete

Intervista a LUCIANO GALLINO

 

Degenerazione e decadenza

Alessandro Giuliani 26/03/2015

La progressiva invasione della lingua inglese nel parlare comune ha provocato un democratico spostamento di molti termini verso un tono dozzinale...

L'avvento della società informatica riduce la libertà?

Piero Bargellini 30/03/2015

L'informatica con il suo corollario, apparentemente oggettivo, della programmazione ha pervaso tutto e tutti. Si è realizzato un vero è proprio passaggio di era che ha ridotto la possibilità di scelta, la libertà pensonale e quella sociale, determinando la scomparsa di binomi concettuali come potenza/velocità, destra/sinistra, almeno per come li avevamo intesi per tutto il Nocevento


Antimafia

Fabio Cucculelli12/03/2015

Adottiamo questa espressione, più spesso utilizzata in forma aggettivale (commissione antimafia), con un'accezione più ampia, che interessa più livelli: repressivo, politico, educativo e culturale. La lotta per combattere e sconfiggere la mafia è in corso in Italia da più di un secolo: è una questione nazionale con cui tutti, con conscienza e responsabilità, devono fare i conti  

Crouch, quanto capitalismo può sopportare una società?

Andrea Casavecchia 30/03/2015

Colin Crouch riflette sulla disuguaglianza, sui limiti della proposta di una socialdemocrazia e sull’incoerenza di una politica che si ispira al neoliberismo. Il libro non mette in discussione l’economia di mercato ma parte da un tema di fondo: quanto capitalismo può sopportare la società. Una questione che richiede ai partiti che si ispirano a politiche socialdemocratiche di assumersi il compito di arginare le disuguaglianze individuando specifici settore di intervento.

Alici: "Una politica più attenta alla qualità delle relazioni"

Proponiamo l'intervista a Luigi Alici realizzata da Anna Piuzzi il 25 ottobre 2014 nell'ambito delle lezioni promosse dalla SPES e pubblicata su "la Vita cattolica" di Udine.