
Focus
Nel dibattito sul valzer dei dati economici estivi si discute di recessione, timida ripresa e si avanzano dubbi se la stessa sia a V o a W (la recessione e la ripresa seguite da un altro calo e un altro recupero). In altri termini, dobbiamo aspettarci un nuovo periodo di recessione prima di una ripresa più robusta? Guardando direttamente alla vita socioeconomica del paese e non ai dati giorno per giorno credo si debba piuttosto introdurre il concetto di ridimensionamento.
Tra i numerosi motivi di inquietudine che attraversano questa afosa estate– dalla crisi economica all’instabilità politica- dobbiamo certamente annoverare i fatti di cronaca che a ritmo costante riguardano gesti di violenza e di furia omicida che hanno le donne come oggetto e gli uomini come sinistri protagonisti. Sembra un’epidemia, un’onda anomala che ha fatto impennare i numeri della violenza antifemminile, che erano già molto alti.
Articolo pubblicato sul Sole24 Ore del 7/7/2010
In data 7 giugno, l’ISTAT ha pubblicato il Bilancio Demografico Nazionale. Le più importanti testate giornalistiche hanno offerto il giusto risalto alla notizia, rimarcando il fondamentale apporto fornito dagli stranieri per la crescita dei residenti nel nostro Paese. A ben vedere, i dati diffusi non fanno che confermare una teoria nota ed ormai pacificamente accettata in ambito economico: i nostri ospiti rappresentano una risorsa di primissimo piano per il “sistema Italia”.
Sono mesi che da una tubatura a 1600 metri circa di profondità sul fondo del golfo del Messico escono e si disperdono nell’oceano poco meno di centomila barili di petrolio al giorno. Le conseguenze su scala planetaria (il petrolio sembra ormai essere entrato nel flusso della circolazione della corrente del golfo) sono del tutto fuori dalla portata di qualsiasi previsione, eppure i potenti del mondo non sembrano riuscire a comprendere il drammatico insegnamento che ci proviene da questa catastrofe.
Questa frase, tratta da un celebre aneddoto della vita del Santo Curato d’Ars, descrive la venerazione che doveva suscitare quel povero prete francese, vissuto durante la rivoluzione. Ed è pensando a Giovanni Maria Vianney che il Papa ha indetto e vissuto questo anno sacerdotale che si è chiuso domenica scorsa. “La Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi che aiutino i fedeli a sperimentare l'amore misericordioso del Signore e ne siano convinti testimoni”. Così, Benedetto XVI pregava in occasione dell’apertura di questo periodo forte, voluto per riflettere, pregare, riscoprire il valore profondo del sacerdozio ministeriale.
La vicenda del mancato accordo unitario allo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco mette a nudo le debolezze del nostro sistema industriale, ancora troppo legato al settore manifatturiero per pensare di poter fare a meno di orari di lavoro lunghi e faticosi e ancora poco maturo per abbandonare prassi puramente rivendicative. In entrambi i casi si tratta di caratteristiche tipiche delle relazioni sindacali del secolo scorso che il “Protocollo Ciampi” del 1993 sembrava, invece, aver abbandonato, riconoscendo al sindacato un ruolo istituzionale nelle politiche di contrasto alla inflazione.
Approfondimenti
Una costituzione economica e fiscale per lo sviluppo integrale di Flavio Felice
«Non dimentichiamo che agli inizi della nostra storia repubblicana, quando la società italiana versava in non minori difficoltà, sapemmo dare un contributo essenziale all'evolversi delle relazioni internazionali, a partire dallo scacchiere europeo...
Cattolici e politica. Per una Settimana Sociale davvero lungimirante di Alberto Gambino
Il contributo dei cattolici italiani alla vita pubblica è irrilevante? E’ un dato riconosciuto che oggi le scelte della politica siano spesso condizionate da interessi di settori economici...
Adempiendo all’obbligo imposto dall’art. 2, comma 6, della l. 5 maggio 2009, n. 42, lo scorso 30 giugno il Governo ha presentato al Parlamento la Relazione sul federalismo fiscale che comprende un quadro generale del finanziamento degli enti territoriali e ipotesi di distribuzione delle risorse fra i vari livelli di governo. La Relazione assolve egregiamente la prima funzione, descrivendo compiutamente le cause e gli effetti negativi prodotti dalla centralizzazione della finanza pubblica.
Una prima lettura critica forse sarebbe stato opportuno tentarla già da tempo, ma l’imbarazzo era solo poco più forte di quell’incredulità che non concede solo di rinunciare alla parola e confidare nello scorrere del tempo che sempre trattiene ciò che realmente vale, vivificandolo. L’occasione e lo stimolo sono però tornati oggi dopo la lettura degli interventi offerti in queste colonne di “Benecomune.net” da Farina, Giuliani e Modenesi tutti volti a decifrare la reale portata della c.d. “psicosi della scienza”. Così, tra il DNA e le sue non sempre univoche “letture” scientifico-matematiche, memori dell’insegnamento di Kurt Gödel recuperiamo i pensieri balbettati dopo la lettura di una “curiosa”, e per molti “innovativa”, sentenza pronunciata in nome del popolo italiano. Nel mezzo del Friuli, tre anni fa, si consumò un omicidio.
Quest’anno, la festa dei Santi Pietro e Paolo è caduta in un momento difficile per la Chiesa e dietro al racconto di Pietro liberato dal carcere ed al monito di Paolo, contro le divisioni delle prime comunità, è sembrato di poter leggere una profezia sui giorni nostri. Mentre si consuma la frattura tra Conferenza episcopale e Governo belga, la Corte suprema statunitense ammette la possibilità di citare in giudizio la Santa Sede per i risarcimenti alle vittime di pedofilia e l’episcopato italiano è colpito dallo “scandalo della cricca” si leva la tentazione di gridare al complotto. Ma il Papa non ci sta e ribadisce che la Chiesa, più che dalle persecuzioni esterne, subisce danno dall’infedeltà dei suoi membri.
Ormai tutti hanno capito che non ha senso scaricare solo sulle spalle dei soliti contribuenti le colpe dell’aggravamento dei debiti pubblici causati per lo più dal soccorso dei governi e delle banche centrali alle istituzioni finanziarie che hanno generato la crisi. Segnali importanti si muovono con il consiglio dei leader dell’UE riunito per procedere nella proposta di una tassa sulle istituzioni finanziarie affinché queste ultime paghino il loro contributo ai costi della crisi.
L'ultimo Rapporto Istat, presentato nei giorni scorsi, conferma che è la famiglia il vero ammortizzatore sociale, insieme e forse più della cassa integrazione,contro gli effetti devastanti della crisi. Le famiglie hanno costituito un efficace welfare di sostegno a chi è più in difficoltà a causa della disoccupazione. Tutto ciò ha una spiegazione antropologica. La famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, assicura quella solidarietà intergenerazionale che trasmette amore e giustizia alle generazioni future.
La lingua perduta di Lorenzo Farina - 14/06/2010
L’idea che la rappresentazione (matematica) sia più reale della realtà è ancora pericolosamente ben presente ed attiva nella scienza istituzionale e nei programmi di ricerca di tutto il mondo.
Vita artificiale. Non cadiamo in riduzionismi estremi di Alessandro Giuliani e Carlo Modonesi - 03/06/2010.