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Questione di classe

Cosa è oggi l'istruzione pubblica?

2/2015

Mano visibile

Accordo TTIP: le multinazionali manovrano contro i diritti dei cittadini?

1/2015

Qualcosa di personale

I partiti e la democrazia nelle mani dei leader

12/2014

Nelle mani giuste

Riabilitare il lavoro manuale e la formazione professionale

11/2014

R.I.P. Riposi in pace. Amen

Per risvegliare una cultura della pace

10/2014

Per un pugno di euro

È difficile colpire la corruzione in Italia

9/2014

Start (me) up

Innovare, creare e generare lavoro buono e giusto

Numero 07-08/2014

Qualcosa del genere

Per non essere approssimativi sulle differenze tra maschi e femmine

Numero 06/2014

Testa o croce?

L'euro tra buone ragioni e contestazioni

Numero 5/2014

Non gioco più...

Cittadini mobilitati contro il gioco d'azzardo

Numero 4/2014

Diverso come me

Lo straniero è qualcosa d'Altro?

Numero 3/2014

Che Casinò!

Quando l'economia è ridotta a un casinò vuol dire che le cose non vanno affatto bene (J.M. Keynes)

Numero 2/2014

Stato di necessità: accampato su una fiat 500

Stato di necessità

Lo Stato italiano non dispone ancora di una misura di contrasto della povertà

Numero 1/2014

Del Porcellum non si butta via niente

Riflessioni sulla legge elettorale

Numero 0/2013

  • Pubblica non significa (solo) statale

    Vincenzo Antonelli 12/02/2015

    La carta costituzionale ci consegna una scuola pubblica plurale, inclusiva, non omologata e non omologante, che si alimenta delle libertà e del rispetto delle differenze, con al centro la persona e i suoi diritti. Tuttavia il percorso di attuazione del disegno costituzionale ha vissuto alterne vicende non riuscendo a superare i problemi: burocratizzazione, centralizzazione, scarsità di risorse, precarietà degli operatori, insufficienza delle dotazioni tecnologiche, marginalizzazione dell’istruzione professionale e tecnica, debole legame con l’istruzione universitaria.

  • Guardare chi c'è dietro o chi c'è davanti?

    Sergio Cicatelli 12/02/2015

    L’insistenza sulla scuola pubblica rischia di essere una pedanteria inutile, volta solo a creare una differenza tra scuole statali e scuole non statali, riservando solo alle prime l’attenzione. Quella insistenza denuncia una concezione proprietaria della scuola, che si definisce più per la natura di chi la gestisce che per la natura del servizio che offre. Chi ricorre a quella espressione dovrebbe essere consapevole di usare le parole in maniera equivoca

  • Scuola “pubblica”, perché motore di uguaglianza. Così non è…

    Stefano Semplici 12/02/2015

    L’art. 33 della Costituzione fissa un principio chiaro: i bambini e i giovani italiani devono essere posti in condizioni di sostanziale uguaglianza rispetto ad un bene così importante come la scuola. Ma questo principio di uguaglianza non sembra rispettato nell’Italia di oggi e la scuola appare impotente di fronte alle disuguaglianze che umiliano il paese. Superare questa situazione di iniquità è il compito della scuola del futuro, abbandonando ogni enfasi su epocali riforme e ripartenze

  • La garanzia delle pari opportunità, sfida per una buona scuola

    Mariagrazia Santagati 12/02/2015

    Garantire una pubblica istruzione significa costruire un sistema scolastico-formativo che offra alle nuove generazioni pari opportunità, indipendentemente dalle differenze di partenza. Una buona scuola dovrebbe mirare prima di tutto all'uguaglianza. L’istruzione va infatti concepita come un bene pubblico, come un diritto da fruire appieno, per innovare rispetto alla propria storia familiare. Come un’opportunità per sviluppare le proprie capacità e competenze

  • Dalla scuola al sistema formativo

    Lucio Guasti 12/02/2015

    L’istruzione si trova oggi nella condizione di ripensare se stessa e il suo futuro. L’esplosione delle conoscenze ha ormai reso impossibile mantenere la struttura tradizionale del curricolo e del suo modo di concepirsi in relazione all’apprendimento. E' giunto il tempo di transitare da un modello statico delle conoscenze ad un modello dinamico. Un modello che non è più rappresentato dal termine storico scuola, semmai da quello di sistema formativo

  • La scuola è anche democrazia. Anzi...

    Fiorella Farinelli 12/02/2015

    Un’educazione orientata a formare cittadini responsabili, autonomi, riflessivi, autocritici, sconfiggendo la comoda passività trasmessa da una scuola che fa restare tutti minorenni. Può bastare tutto ciò a restituire credibilità alla nozione di istruzione pubblica come bene comune? A liberare i sistemi educativi dalla convinzione che essi debbano servire soprattutto alla realizzazione delle aspettative individuali, delle famiglie, delle imprese?

  • Un orizzonte comune condiviso

    Aluisi Tosolini 12/02/2015

    La scuola pubblica deve costruire una agorà formativa in cui sia possibile l’incontro e il confronto tra le diverse opzioni valoriali, esistenziali, culturali, religiose entro un perimetro di comune rispetto dei principi chiave della democrazia. Democrazia, cultura e ricerca scientifica che sono chiamate ad operare a partire dalla stessa logica di fallibilità, ricerca, dialogo, confronto ed apertura

 
In rete

Intervista a LUCIANO GALLINO

 

Le foglie d'estate ed il gender

Alessandro Giuliani 20/02/2015

Voglio parlarvi del rifiuto netto del pensiero scientifico da parte della teoria del gender...

La disastrosa riforma dell'azzardo

Gabriele Mandolesi 26/02/2015

Pubblichiamo molto volentieri questo articolo, apparso di recente sul sito www.economiaefelicita.it, che ci aiuta a fare chiarezza sul decreto relativo al riordino del settore del gioco d’azzardo che sta per arrivare al Consiglio dei ministri e che rischia di provocare un terremoto

Istruzione pubblica

Andrea Casavecchia12/02/2015

La delicatezza di un concetto quale istruzione risiede nel suo nucleo essenziale che si concentra sulla relazione: tra allievo e maestro, tra compagni di classe, tra corpo docente e dirigenza scolastica, tra scuola e famiglia. L’istruzione pubblica può essere considerata un bene comune perché intreccia e compone risposte ai bisogni delle persone e della società. Ma l'istruzione pubblica è anche un processo

Domenico Rosati, la questione cattolica... dura

Roberto Rossini 24/02/2015

Un libro utile che aiuta a capire come l'opera dei cristiani nel mondo non è principalmente dettata dalle affermazioni della Dottrina, ma da un confronto dinamico con la realtà. E che cerca di dimostrare che la storia è, e che l'essere ha molto a che fare con la storia. il titolo potrebbe scoraggiare ma la lettura produce l'effetto contrario: la prosa incoraggia ad andare avanti, a vedere come finisce. E, questa volta, finisce anche bene, con papa Francesco

Alici: "Una politica più attenta alla qualità delle relazioni"

Proponiamo l'intervista a Luigi Alici realizzata da Anna Piuzzi il 25 ottobre 2014 nell'ambito delle lezioni promosse dalla SPES e pubblicata su "la Vita cattolica" di Udine.