L'ultimo Rapporto Istat, presentato nei giorni scorsi, conferma che è la famiglia il vero ammortizzatore sociale, insieme e forse più della cassa integrazione,contro gli effetti devastanti della crisi. Le famiglie hanno costituito un efficace welfare di sostegno a chi è più in difficoltà a causa della disoccupazione. Tutto ciò ha una spiegazione antropologica. La famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, assicura quella solidarietà intergenerazionale che trasmette amore e giustizia alle generazioni future.
Il quadro delineato dall’ultimo Rapporto Cisf 2009* evidenzia una situazione critica delle famiglie italiane che oggi più che mai in tempo di crisi fanno fatica a garantire il ricambio generazionale e, di conseguenza, a garantire una prospettiva di crescita (non solo economica) per il nostro Paese. Quale è la situazione oggi? Il 53,4% delle famiglie in Italia (24 milioni circa) non ha figli. Solo una minoranza di famiglie ha almeno un figlio. Dobbiamo prendere atto di una situazione abbastanza drammatica, nel senso che abbiamo a che fare con una popolazione assai anziana e in gran parte destinata a non avere figli.
Sempre più spesso si sente parlare della maternità come di un “handicap” sotto vari punti di vista. Le statistiche ci dicono che fare un figlio rende “poveri” non solo le donne single con bambini, ma anche le famiglie, che non possono più permettersi di arrivare a fine mese, sommersi dalle spese per pannolini, pappe, scuole, baby sitter e così via. Avere un bambino per la donna è anche estremamente nocivo per la sua carriera, al punto che sempre più donne decidono di fare un figlio in età avanzata, quando la loro carriera non è più a rischio, e se “eroicamente” decidono di averne più di uno, nella maggior parte dei casi devono rinunciare alla carriera o lasciare il lavoro per potersi prendere cura di loro.
Uno dei limiti maggiori della politica - ancor più di quella italiana - è di essere schiacciata sul presente, di ragionare con un orizzonte temporale troppo limitato, che tende a non andare oltre la successiva tornata elettorale. Il fatto che l’attuale Governo abbia retto tutto sommato bene alla prova delle elezioni regionali e si trovi ora davanti tre anni di lavoro senza l’assillo del voto, costituisce un’occasione preziosa per attuare le riforme importanti che mancano. Sempre che la politica politicante – quella che si parla addosso senza occuparsi delle reali necessità del paese - non abbia ancora una volta il sopravvento.
