Chiesa e Religioni
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Papa Francesco: "Le prime testimoni della resurrezione sono le donne. E questo è bello"
Le donne e lo sguardo semplice e profondo dell'amore. Papa Francesco ha parlato così, per la prima volta, delle donne e lo ha fatto questa mattina nella seconda udienza generale del mercoledì. Riprendendo le catechesi per l'Anno della fede, Francesco ha parlato della resurrezione come nucleo del messaggio cristiano. Ed è in questo contesto che papa Bergoglio ha sottolineato come le donne siano chiamate a essere testimoni di Gesù, della sua resurrezione. Un messaggio di gioia e di speranza del quale sono investite le donne, grazie anche alla loro capacità di credere senza troppe mediazioni della ragione e del dubbio, il che non significa essere credulone, piuttosto privilegiare l'ascolto della voce del cuore.
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Papa Francesco. Il papa delle novità
Papa Francesco si annuncia come il papa delle novità, non solo perché la sua elezione era assolutamente inattesa ma anche perché si tratta del primo pontefice dell’America latina, il primo gesuita e il primo ad attribuirsi il nome di Francesco.
Novità non di poco conto sui piani simbolico e sostanziale che è auspicabile possano sempre compenetrarsi per offrirci una adeguata comprensione del momento storico che stiamo vivendo.
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Il nuovo messaggio di Papa Francesco
Il Santo Padre indicando Francesco come nome per il suo pontificato, invita i fedeli, la Chiesa intera in quanto Corpo Mistico di Cristo, a recuperare una dimensione antropologica più autentica rispetto ai falsi intendimenti dell’uomo e sull’uomo.
Chi è Francesco? Perché il poverello di Assisi, vissuto oltre VIII secoli fa, dovrebbe guidarci ad una riscoperta dell’uomo e della sua dignità? Questa ri-scoperta può avvenire, specialmente per noi cittadini benestanti (rispetto alla povertà del mondo), attraverso una ritrovata povertà?
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CONCLAVE. EXTRA OMNES: PARLA LO SPIRITO SANTO
“Extra omnes” e il collegio cardinalizio, con i suoi 115 elettori, si troverà da oggi pomeriggio al cospetto del Giudizio universale di Michelangelo per esprimere il proprio voto sul successore di Pietro. I cardinali daranno avvio alle votazioni nella Cappella Sistina, dopo le dieci riunioni delle Congregazioni generali nel corso delle quali sono stati affrontati i principali temi inerenti il governo della Chiesa, attraverso un ampio confronto che ha permesso di mettere in luce le sfide future così come il profilo del prossimo pastore universale, mediante un confronto tra gli elettori provenienti da tutto il mondo.
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In attesa del conclave
Ancora nessuna novità sulla data di inizio del conclave mentre il collegio cardinalizio serra le fila della riservatezza, richiamando i propri componenti al più stretto riserbo sui lavori delle congregazioni generali, riunite in vista dell'elezione del successore di papa Benedetto XVI. Una seduta lunedì, due martedì, una mercoledì con il pomeriggio dedicato all'adorazione eucaristica e ai vespri presso l'altare della Cattedra di san Pietro ed ancora due giovedì in una tabella di marcia stabilita giorno per giorno.
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Benedetto XVI e l’incontro con Dio nel sacrario della coscienza
La rinuncia del Santo Padre Benedetto XVI al soglio petrino ha creato indubbiamente forte disorientamento nei fedeli e negli stessi cardinali. Come è stato affermato, almeno inizialmente, dal cardinal Dziwisz, già segretario di Papa Giovanni Paolo II, la croce si porta e dalla croce non si scende. A questa reazione istintiva è opportuno che segua una profonda meditazione a partire dalla quale può iniziare una più autentica comprensione del gesto del Pontefice. Ben lontani dal pensare di averla esaurita a distanza di così breve tempo dall’annuncio, proviamo ad enucleare alcuni elementi che ci sembrano importanti.
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Il papa se ne va...e rimagono i problemi
Benedetto XVI non sarà più papa e, quindi, non più “Benedetto XVI” ma semplicemente “già papa Ratzinger”. L’inattesa decisione del pontefice presa in piena libertà, di fronte a Dio dopo aver pregato, di volersi dimettere da papa, è assolutamente nuova e presenta non pochi problemi alla chiesa che deve provvedere a sostituirlo. Non è più un papa che muore “e se ne fa un altro” (come dice un detto popolare), ma, quando vorrà Dio, un uomo che è stato papa.
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Il dovere dei cattolici dopo la rinuncia di Benedetto XVI
Il pontificato di papa Benedetto XVI sta scorrendo via veloce, giorno dopo giorno, puntando dritto alle ore 20 del 28 febbraio quando la sede petrina sarà ufficialmente vacante e dovranno essere compiuti tutti gli adempimenti del caso, sino all'apertura del conclave e all'elezione del 266° pontefice.
Proprio come accade quando muore un papa. Ma questa volta si tratta di una rinuncia da parte del pontefice regnante e quindi la successione al soglio di Pietro rappresenta un'assoluta novità nella storia della Chiesa dinanzi alla quale non possiamo rimanere semplici spettatori.
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Joseph Ratzinger. Un uomo umile e coraggioso
Per la prima volta nella storia della Chiesa conosciamo quale sarà la giornata conclusiva di un pontificato. Il 28 febbraio alle ore 20 la sede petrina tornerà ad essere vacante dopo di che sarà convocato il conclave per l'elezione del nuovo pontefice. Non si tratta di una profezia ma dell'inatteso annuncio dato ieri da papa Benedetto XVI nel corso del concistoro pubblico ordinario convocato per alcune cause di canonizzazione.
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Sei cardinali espressione della Chiesa universale
Il collegio cardinalizio si arricchirà di nuovi sei rappresentanti della Chiesa universale che riceveranno la berretta il prossimo 24 novembre e tra loro questa volta non ci sarà alcun europeo.
L'annuncio del nuovo concistoro è stato dato questa mattina da papa Benedetto XVI al termine dell'udienza generale del mercoledì.
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