Tra i numerosi motivi di inquietudine che attraversano questa afosa estate– dalla crisi economica all’instabilità politica- dobbiamo certamente annoverare i fatti di cronaca che a ritmo costante riguardano gesti di violenza e di furia omicida che hanno le donne come oggetto e gli uomini come sinistri protagonisti. Sembra un’epidemia, un’onda anomala che ha fatto impennare i numeri della violenza antifemminile, che erano già molto alti.
In questi primi tre anni di crisi economica mondiale abbiamo potuto constatare con i nostri occhi e con le nostre orecchie l’assoluta carenza di visione globale che caratterizza le attuali classi dirigenti del pianeta. Sarebbe divertente ed istruttivo mettere in fila le dichiarazioni fatte in questi mesi dalle maggiori autorità politiche, economiche, e finanziarie del mondo, dalla BCE al Fondo Monetario fino alla Commissione Europea e ai governi delle principali nazioni, per verificare l’incredibile oscurità in cui si muovono.
Uno dei segni più evidenti della natura terminale della nostra società è il suo costante e ineluttabile invecchiamento.
Il 1° Rapporto realizzato dal Forum nazionale dei Giovani, in collaborazione col CNEL e con Unicredit, che si chiama non a caso “URG! Urge Ricambio Generazionale”, ci mostra un’Italia completamente governata da una inossidabile gerontocrazia, un paese che invecchia e che affida a classi dirigenti sempre più attempate il proprio destino. (vedi approfondimento su Benecomune.net - "Giovani non c'è spazio per voi").
Sono stato spesso piuttosto attratto dal tema del rapporto tra gli essere umani e la terra dove vivono, la “loro” terra. L’epoca attuale vede risorgere i nazionalismi, anche i più beceri. L’argomento è di triste, scottante attualità. Siamo abituati, è naturale, al territorio che abitiamo, qualcosa di plasmato a nostra immagine e somiglianza, pieno di simboli della nostra cultura.
