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"L'economia sociale di mercato: un modello per l'Europa?"

L’8 maggio, presso l’Istituto Sturzo, il seminario promosso dall’Area di ricerca Caritas in Veritate della Pontificia Università Lateranense e dalla Fondazione Adenauer, in collaborazione con il Centro Studi Tocqueville-Acton, l’Istituto Sturzo e l’Editrice Rubbettino.

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Scuola e Università
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  • La maturità del bene comune

    Ha destato una piacevole sorpresa negli studenti (e negli stessi docenti) l’inserimento della tematica del bene comune tra le tracce della prima prova della “maturità” di quest’anno. Se Montale è stato proposto per la terza volta negli ultimi otto anni, se il tema della crisi era comunque scontato (basta guardarsi attorno), se il mito di Steve Jobs non poteva già affievolirsi, quello del bene comune è un tema che sorprende perché è stato a lungo fuori dal dibattito pubblico e più volte semplificato a seconda dello scopo desiderato. La riflessione diventa ancora più stimolante in questo caso, perchè riparte dalle scuole, dalla testa e dalle penne dei ragazzi che stanno per costruire il futuro della nostra nazione, nonostante i molti ostacoli e la diffusa gerontocrazia.
  • Scuola e università: la non-riforma

    Non è sicuramente colpa di Francesco Profumo, un Ministro di grande valore intellettuale, un ex Rettore che conosce bene i temi dell'education.
    Ma da alcuni giorni, complice un titolo di Repubblica, si discute di una riforma della scuola e dell'università che non c'è. Il provvedimento sul merito che verrà presentato venerdì in Consiglio dei Ministri non è una riforma. È un sasso buttato in piccionaia che ha già raccolto i suoi frutti.

  • Siamo professori. Perché punirci se amiamo insegnare?

    La meritocrazia è la parola d’ordine del processo di riforma del sistema universitario. Viene addirittura proposta come la soluzione di quella che ai più appare invece una contraddizione insormontabile: affermare che l’Università è la prima e fondamentale risorsa per lo sviluppo e tagliare allo stesso tempo finanziamenti che sono già di molto inferiori a quelli ad essa destinati negli altri paesi, ridurre personale e stipendi reali, bloccare a tempo indeterminato avanzamenti di carriera e l’ingresso di nuove forze. Eliminiamo fannulloni, bamboccioni e cortigiani vari – per non parlare degli incapaci – e si realizzerà il miracolo: non spenderemo quasi nulla e saremo tutti “bravi”.
  • Università. Ripensiamo merito e carriere

    La battuta d’arresto nel procedimento di approvazione del disegno di legge sull’università potrebbe essere una buona occasione per migliorarne qualche passaggio. Immagino, in particolare, il possibile recupero di coerenza nella definizione dello sviluppo della docenza e nella soluzione del problema dei costi.

  • La scuola tra pubblico e privato. Il patto sociale educativo

    Il dibattito sulla riforma della scuola, come quello sull’università, sulla sanità, sui servizi di assistenza, sulla sicurezza e su quanto concorre a istituire e consolidare il senso di cittadinanza collettivo e individuale, continua ad andare avanti lentamente e stancamente. Da un lato, il disinteresse sostanziale della politica ufficiale, con tutti i suoi problemi di conflitto per il controllo delle istituzioni; dall’altro, il pericolo incombente di contestazioni e rifiuti, spesso sostenuti da tesi, forse da slogan, acriticamente ripetuti.

  • A scuola a ottobre?

    Ha senso, come è stato recentemente proposto, spostare a ottobre l'inizio dell'anno scolastico per aiutare il turismo? La prima domanda da farsi sarebbe piuttosto: questa proposta che effetto ha sugli studenti e il loro diritto all'apprendimento? Le migliori ricerche internazionali dimostrano come si registrino effetti negativi sulle capacità di apprendimento a causa di "soste" troppo lunghe tra la fine dell'anno scolastico e l'inizio del successivo.

  • Finanziare la voglia di ricerca

    Ricordo bene come pochi anni fa, trovare un solo articolo di giornale sui problemi generali dell’università e della ricerca, fosse una vera impresa. Questi infatti venivano invariabilmente considerati argomenti da specialisti e pertanto ignorati dai mass media più popolari. “Finanziare la ricerca scientifica” è invece il tormentone che oggi ascoltiamo da ogni parte, dai discorsi del capo dello Stato a quello dei politici di ogni schieramento e degli ospiti di salotti televisivi.
  • Riforma universitaria e apartheid giovanile

    Quello che stupisce è il silenzio assordante delle Associazioni giovanili e studentesche (salvo le residue frange folkloristiche ancora depositarie dei cascami delle ideologie ottocentesche) sulla Riforma Universitaria presentata dal governo il 28 ottobre che raccoglie anche una serie di proposte che rappresentano il meglio che, nella scorsa Legislatura, aveva espresso il Riformismo del centro sinistra.
  • La scuola è un bene comune?

    La scuola è un bene comune? L’interrogativo non è di poco conto. Viviamo infatti in un contesto di grande frammentazione, caratterizzato da orizzonti corti, dove le differenze culturali, linguistiche, valoriali fanno problema, anche dentro le aule delle nostre scuole. Quali condizioni sono necessarie per dare una risposta affermativa?
  • La riforma dei licei: perplessità e scelte negate

    Alla riforma dell’Istruzione voluta dal ministro Gelmini si è aggiunto in questo mese di giugno un altro tassello: il Consiglio dei ministri ha approvato i regolamenti attuativi della riforma per l’istruzione liceale. I mezzi di comunicazione hanno evidenziato l’aumento del numero degli indirizzi, che passa da tre a sei, ma restano alcune perplessità abbastanza consistenti.
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