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"L'economia sociale di mercato: un modello per l'Europa?"

L’8 maggio, presso l’Istituto Sturzo, il seminario promosso dall’Area di ricerca Caritas in Veritate della Pontificia Università Lateranense e dalla Fondazione Adenauer, in collaborazione con il Centro Studi Tocqueville-Acton, l’Istituto Sturzo e l’Editrice Rubbettino.

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Politica e Istituzioni
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  • Il saggio Napolitano non ha nominato dieci “saggi”*

    La decisione del presidente Napolitano di farsi coadiuvare da due gruppi di lavoro per sbloccare la crisi politica che sta colpendo il nostro Paese va letta dentro il contesto politico di tre minoranze parlamentari i cui leader si rifiutano di aprirsi al confronto. Non senza però premettere che, da un punto di vista mediatico, la nomina delle due commissioni è stata travisata da gran parte dell’establishment del giornalismo italiano, il quale ha semplificato che sono stati nominati dieci “saggi” e, una volta etichettati così, ne ha stigmatizzato il profilo inadeguato per risolvere con autorevolezza una crisi assai complicata.
  • Le contraddizioni del nostro sistema elettorale

    Il sorprendente risultato elettorale che ha definitivamente archiviato il bipolarismo, con la presenza in Parlamento di una pluralità di coalizioni con programmi politici anche radicalmente differenti, mette a nudo una grave contraddizione della legge elettorale che porterà - è facile prevedere – a censura di incostituzionalità da parte della Consulta. La contraddizione è la seguente: un premio di maggioranza pensato per garantire la governabilità del Paese, pur fallendo il suo scopo, può essere indebitamente utilizzato per eleggere la massima carica dello Stato, cioè il presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione e, come tale, da votare in Parlamento con il consenso più largo possibile.
  • A passi piccoli piccoli verso l'Unione fiscale (e politica)?

    Leggendo i commenti alla Dichiarazione del Vertice della Zona Euro del 29 giugno scorso sui quotidiani specializzati, e cercando di trovarne un qualche motivo di speranza, mi sono ritornati alla mente i Padri nobili della Comunità Economica Europea. Usciti dalla devastazione etica e materiale della Seconda Guerra Mondiale, vi era un comune intento, quello della realizzazione di una cooperazione politica fra gli Stati europei, sebbene diverse fossero le visioni del percorso da adottare.
  • Ritorno all'essenziale

    La crisi è fenomeno globale, anzi, soprattutto occidentale, ma se essa viene ridotta a maniacale o fobica rincorsa dei numeri ( lo spread, i tassi, il pil etc. etc.), al danno aggiungiamo al beffa. Ed infatti se non si comprende che la vera crisi attiene al modello sociale, culturale, non più concepibile in esclusivi termini di “ produzione – consumo”, di “ do ut des”, di “ mercato che si autotutela” e si fa garante del benessere collettivo, la via d’uscita è lontana e forse irraggiungibile.
  • Perché è bene (pre)occuparsi di Beppe Grillo

    Il risultato delle amministrative, per molti versi sorprendente e certamente tale da segnare un punto di svolta nella politica italiana, è stato segnato dalla forte affermazione del movimento 5 stelle, che si è imposto come forza politica primaria e in grado di conquistare anche città importanti. Il caso di Parma è emblematico, e certamente va riconosciuto al neo sindaco il merito di aver saputo, meglio degli altri, interpretare la voglia di una seria gestione della cosa pubblica, affidata a persone competenti e motivate, anche in opposizione a partiti più tradizionali e ormai fortemente screditati.
    La domanda che non può essere elusa, di fronte a risultati di tale sorta, è dunque se questo movimento-partito, ormai forse il terzo partito italiano, sia o possa essere capace di rappresentare quei valori che, per noi cattolici, sono irrinunciabili.
  • Democrazia locale: di quale “manutenzione” c’è bisogno?

    Suona strano confrontare il dibattito sulla democrazia locale in Italia rispetto al resto dell’Europa. Mentre da noi l’obiettivo è tagliare i posti di assessori e consiglieri comunali (si vedano la finanziaria 2010 e la legge 148/2011), in altri paesi europei il problema sembra essere esattamente contrario: convincere le persone a candidarsi.
  • Decreto salva-Italia. Luci e ombre sul sistema tributario

    Ora che il mosaico del decreto “salva-Italia” si è definitivamente composto, e che dunque il disegno appare in tutta la sua ampiezza, si può tentare una prima valutazione complessiva delle misure tributarie per evidenziarne la trama, i colori, le luci e le ombre. La protagonista principale è l’imposizione patrimoniale. Non nella forma, da tanti auspicata e da qualche tempo discussa, di un’imposta generale sul patrimonio, ovvero di un’unica imposta su tutti i beni patrimoniali, mobili e immobili, posseduti da un soggetto, bensì di singoli tributi che colpiscono altrettanti beni patrimoniali.
  • L'Italia e la crisi della rappresentanza politica

    Le vicende che hanno portato alle dimissioni del governo Berlusconi e alla formazione del nuovo governo Monti meritano ancora qualche breve riflessione. In particolare, da un lato, con riferimento alla supposta “sospensione” della democrazia, che sarebbe conseguenza della formazione di un governo diverso da quello uscito dalle urne; inoltre, con riferimento alla crisi della rappresentanza, testimoniata in particolare dalla formazione di un “governo tecnico”.
  • Il risveglio dei cattolici

    La Redazione
    Questi ultimi mesi, che hanno portato dalla caduta del governo Berlusconi alla nascita del governo Monti, segnano un ritrovato interesse dei cattolici per la politica e per la necessità di un loro più consistente protagonismo. C’è un chiaro risveglio del mondo cattolico le cui energie, se incanalate positivamente e adeguatamente valorizzate, possono essere uno dei veri segnali di novità della politica del nostro tempo. Questa energia propulsiva non necessariamente deve tradursi in un partito cattolico, ma non può in ogni caso rimanere disorganizzata, pena l’insignificanza.
    Il governo Monti, in questo senso, attraverso la tregua forzosa raggiunta dalle opposte parti politiche, può essere il terreno fertile per la costruzione di qualcosa di nuovo, capace di incidere profondamente, e nuovamente, negli scenari politici futuri.
    Queste, in sintesi, le considerazioni alla luce del sondaggio Ipsos, “I cattolici nell’attuale scenario politico italiano”, promosso dalla Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune.
  • Cittadinanza ai figli degli immigrati. Dobbiamo saper guardare al futuro

    Durante un incontro con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, il Presidente della Repubblica ha dichiarato: “è una follia che i figli di immigrati nati in Italia non siano cittadini”. Napolitano ha fornito diverse argomentazioni a sostegno di questa tesi, rimarcando come il riconoscimento della cittadinanza ai bambini nati da genitori stranieri potrebbe risultare vantaggioso ed utile anche per gli attuali cittadini, dato che consentirebbe ad una “società invecchiata se non addirittura sclerotizzata” di “acquisire nuove energie”.
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