Lavoro e Welfare
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Articolo 18. La buona politica e le parole univoche
di Stefano Semplici
Perché il governo e Nichi Vendola da una parte e il Presidente di Confindustria e Pier Luigi Bersani dall’altra hanno giudicato in modo tanto diverso le modifiche all’articolo 18 contenute nel disegno di legge di riforma del mercato del lavoro? Qualche perplessità è inevitabile, di fronte alla convinzione con la quale i primi hanno sottolineato nel testo il significato di una trasformazione profonda (valutata poi in modo radicalmente contrapposto), mentre i secondi hanno optato per una interpretazione di maggiore continuità, anche in questo caso per giungere a conclusioni chiaramente divergenti. Insomma: la possibilità del reintegro, che è stata restituita ai giudici, è una sorta di trompe-l’œil per ingentilire con un tocco di retorica il sostanziale svuotamento della precedente disciplina o ne garantisce al contrario la tenuta, con qualche inevitabile ma modesta concessione agli apostoli della flessibilità? -
Figli e lavoro: come aiutare le donne a non rinunciarvi
La fecondità italiana dopo il minimo storico toccato nel 1995 è cresciuta lentamente ma in modo pressoché continuo, fino all’inizio della crisi economica. Dopo aver toccato il valore di 1,42 figli per donna nel 2008 non è più aumentata ed anzi è leggermente arretrata a 1,4. Una dinamica del tutto analoga ha avuto l’occupazione femminile. Partendo da valori molto bassi nel quadro europeo, è stata in continua crescita nel decennio precedente la recessione per poi frenare bruscamente negli ultimi anni.
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Articolo 18: i buoni propositi finiscono ancora una volta in tribunale
È aperto il confronto fra chi spera che il disegno di legge del governo aiuterà a creare finalmente nuovi posti di lavoro e chi teme invece che non siano state affrontate le ragioni profonde della fuga dall’Italia di investimenti e attività produttive. Un risultato sembra però certo: alla fine decidono sempre i giudici. È senz’altro riduttivo e ingiusto discutere della «riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita» presentata dal governo concentrandosi sulla nuova disciplina della «flessibilità in uscita». Era tuttavia ampiamente prevedibile che ciò sarebbe avvenuto e a maggior ragione dispiace constatare che l’esito potrebbe infine scontentare tutti.
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Riforma del lavoro. Alcuni punti
Ieri al tavolo con le parti sociali sulla riforma del lavoro, secondo le prime indiscrezioni, il governo ha presentato un documento riassumibile in pochi punti: tra i temi principali, la modifica della Cassa Integrazione, il lavoro flessibile e il precariato. È certamente presto per tirare le somme, ma non per cominciare a parlarne, anticipando qualche contro-proposta.
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In primo piano
Dramma Sicilia: disperazione sociale e delusioni autonomiste di Giuseppe Notarstefano - 23/01/2012
Qualcuno ha paragonato le ormai famose cinque giornate siciliane come un sussulto del popolo siciliano, una sollevazione dalla valenza storica così come quella del movimento antagonista alla dominazione angioina dei Vespri siciliani o di quello vetero-sindacale dei Fasci siciliani di fine ottocento.
Riforma del lavoro. Alcuni punti di Vincenzo Ferrante - 24/01/2012
Ieri al tavolo con le parti sociali sulla riforma del lavoro, secondo le prime indiscrezioni, il governo ha presentato un documento riassumibile in pochi punti: tra i temi principali, la modifica della Cassa Integrazione, il lavoro flessibile e il precariato. È certamente presto per tirare le somme, ma non per cominciare a parlarne, anticipando qualche contro-proposta.
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Mezzogiorno al palo, donne e giovani fuori dal mercato del lavoro
In questi giorni di dura protesta contro le misure della manovra, non ultima la norma sui licenziamenti discussa in queste ore, vale la pena dedicare una riflessione sul mercato del lavoro. Ci troviamo all'interno di una fase drammatica della crisi economica che nell'ultimo biennio ha bruciato in Italia oltre mezzo milione di posti di lavoro. Proprio sul lavoro si sono scaricate con drammatica evidenza le conseguenze della recessione internazionale. Con il terribile paradosso che proprio dalla "svalutazione del lavoro", imposta da processi di globalizzazione non adeguatamente governati, provengono molti dei fondamentali della crisi di sistema che le economie avanzate stanno attraversando.
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Welfare: oggi le premesse per una svolta radicale. Intervista a Stefano Zamagni
di Angela Schito
Federalismo fiscale e disuguaglianze territoriali: il ruolo dell’Economia Civile. Questo è il tema attorno a cui si sono confrontati i maggiori esperti e studiosi del Terzo settore insieme ad esponenti delle organizzazioni non profit italiane e ai rappresentanti delle istituzioni all’XI edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, la Cernobbio del nonprofit . Come cambierà il ruolo del Terzo Settore e quali spazi d’azione si prospetteranno in futuro? Sarà l’inizio di una nuova stagione del welfare italiano? La parola al prof. Stefano Zamagni, ideatore dell'evento e presidente dell'Agenzia per il Terzo Settore. -
Il sindacato e la sfida della partecipazione
di Lorenzo Caselli
Il tema dell'azionariato dei lavoratori è ritornato di attualità. In una fase da molti definita "post ideologica" si ritiene sia possibile passare, nell'ambito delle relazioni industriali, da un approccio conflittuale ad uno di tipo cooperativo, ricorrendo - se del caso - a iniziative legislative di sostegno, concordate e accettate tra le parti. La proposta solleva tuttavia questioni complesse che meritano adeguato approfondimento a partire dall'impatto che essa può avere sul futuro del sindacato. -
Accordo interconfederale. Nuova stagione delle relazioni industriali?
Oramai è passato qualche giorno dalla firma dell’accordo interconfederale sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria il 28 giugno scorso e sembra che anche la componente più antagonistica del maggiore sindacato italiano abbia iniziato a metabolizzare una intesa che porta grande chiarezza nelle relazioni industriali.
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Quando la crisi è del contratto
Tanto la teoria quanto la pratica possono concordare: il contratto rappresenta il termine a quo di innumerevoli relazioni sociali. Tuttavia, esso non è mai un semplice accordo tra interessi diversi. In quanto istituto, il contratto esprime un sistema di regole extra-negoziali che trascendono il contingente, mediando posizioni di status interdipendenti.
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