Cultura e Società
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Violenza relazionale e femminicidi. I servizi di cura mentale allo stremo delle forze
Uccise perché donne. E uccise da una persona che in un tempo passato le ha amate, forse troppo e forse male. Questo è il femminicidio: l’omicidio di una donna che matura nell’ambito di una relazione di amore in fase di deriva. Gli eventi di cronaca degli ultimi tempi ci segnalano una serie di delitti di questo tipo che ha impressionato gli italiani. I numeri dicono che ogni due o tre giorni una donna viene uccisa in Italia da un ex marito o da un amante respinto. Uomini feriti nel loro narcisismo, troppo fragili per gestire la frustrazione relazionale, dominati dall’incoercibile bisogno di affermare se stessi attraverso la violenza.
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Il liberalismo non è amoralismo.
Intervista a Markus Krienke.
Molto hanno fatto discutere i dati recenti del Rapporto Eurispes 2013. L’erosione degli orientamenti etici nella nostra società sembra procedere con una celerità infrenabile. Questi dati significano innanzitutto che ci troviamo in un momento di cambiamenti epocali per quanto riguarda le nostre certezze morali sui fondamenti della vita umana e della nostra convivenza. Segnano gli effetti della secolarizzazione, cioè che la visione “intuitiva” che la società ha nei confronti dei propri presupposti morali non è più determinata dal cristianesimo. E così pare ad alcuni che se gli orientamenti etici non sono più definiti “dall’alto” di un’autorità socialmente riconosciuta, l’individuo sceglierebbe secondo le possibilità tecniche, non secondo canoni morali. E nel concreto, le cercherebbe anche di realizzare, fin dove le sue possibilità economiche glielo permettono. Anche nelle scelte morali, l’individuo si comporterebbe sempre di più come “consumatore” che cerca di ottenere i massimi vantaggi materiali in rapporto alle risorse che ha a disposizione. -
La necessità di un pensiero diverso
Don Davide Vicentini*
“Crisi, significati, riferimento: la necessità di un pensiero diverso”, è questo il titolo della seconda edizione del Festival della Dottrina Sociale della chiesa che si svolgerà a Verona tra il 14 e il 16 settembre. Molti i promotori dell’evento espressione del mondo cattolico ed impegnati in ambito economico, sociale, culturale e formativo: la Fondazione G. Toniolo, la Rivista di dottrina sociale della Chiesa La Società, il Movimento Studenti Cattolici, la Fondazione Segni nuovi, i Gruppi della Dottrina Sociale della Chiesa, Rinnovamento nello Spirito Santo, l’Associazione Papa Giovanni XXIII, il Collegamento Sociale Cristiano e l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti. Co-organizzatore della manifestazione anche il Comune di Verona. -
Le donne e il lavoro. Dov'è il genio femminile?
Un articolo di Beppe Severgnini, su Corriere.it del 17 luglio, getta un sasso nello stagno dei complicati rapporti fra le donne e il mondo del lavoro. Che è uno stagno, per l'appunto, perché le acque sono soffocate da coltri di pregiudizi, cattive abitudini, e da moltissima retorica. Il sasso, in breve, è questo: le donne devono smettere di inseguire modelli maschili nel mondo del lavoro, perché sono incompatibili con la dedizione familiare e le rendono infelici. Forse, lascia intendere l'autore, è anche questa una causa del così scarso numero di donne in posizioni di potere.
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Sport e famiglia
Manca meno di un mese all’inizio dei Giochi Olimpici, l’Italia del calcio ha concluso i campionati europei e sempre più famiglie si abbonano a Sky per non perdersi la visione delle competizioni sportive più appassionanti. Quale contingenza più favorevole per riflettere sul binomio sport e famiglia, entro la cornice dei recenti scenari del modo di ‘fare famiglia’ e della pratica sportiva in Italia?
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Giornalismo, religione ed etica. I rischi di una "comunicazione selvaggia".
di Elisabetta Lo Iacono
La Chiesa è in costante dialogo con il mondo, richiama le crescenti attenzioni dei giornalisti, utilizza i mezzi di informazione tradizionali come quelli più innovativi, si muove con grandi capacità nell'areopago moderno, così come Giovanni Paolo II definì con grande efficacia il mondo della comunicazione. È indubbio che si tratti di un soggetto immerso appieno nel mondo mediatico, sia per il flusso di attenzioni di cui è destinataria sia per quello "in uscita" che ne fa un protagonista nell'habitat informativo dal quale non si può prescindere per comunicare con ogni uomo e quindi anche per evangelizzare. Ma qual è la correlazione tra giornalismo e religione? Come è stata narrata la Chiesa degli ultimi decenni? Quali i protagonisti? -
Che società stiamo costruendo in tempo di crisi?
Una ragazzina di quindici anni si accorge dello sconforto del padre. L’uomo sta per impiccarsi e anzi lo fa. La ragazza irrompe nella stanza e, gridando aiuto, lo sorregge per le gambe, impedendogli di soffocare. L’uomo si salverà. Questo è accaduto pochi giorni fa. In Italia. L’icona della ragazzina che sorregge il padre impiccato è l’icona di questo tempo. Adulti fragili e adolescenti che gridano aiuto. Immagine drammatica? Forse. Le statistiche ci diranno se in questo fatale 2012, l’anno della recessione, i suicidi per cause economiche sono aumentati oppure no.
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Sete di parole vere
Un editoriale magistrale quello di domenica scorsa di Luigi La Spina su La Stampa. Ne consiglio vivamente la lettura attenta e una adeguata meditazione. E mi permetto di aggiungere alcuni commenti a caldo. “Parola negata” dice l'editorialista, si è negata nella sua essenza più profonda. Siamo di fronte ad una parola tradita, sempre più spesso manipolata, asservita. Così questa parola non diventa più capace di disvelare la pulsioni dell'anima, di farsi strumento di comunicazione e di inquieta ricerca della verità, veicolo principale di relazione, strumento per cercare di spiegare il reale e talora orientare l'azione, risorsa principe delle nostra democrazie.
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Consumatore. Da soggetto debole ad attore del mercato
Il consumatore, soggetto economico fondamentale del mercato, per molto tempo è stato visto come destinatario di un orientamento alla quantità del consumo. Oggi, grazie al consumerismo, che si esplica nella sua tutela, può essere considerato un soggetto fondamentale per l’evoluzione del consumo nel suo aspetto qualitativo. -
Giuseppe Toniolo: un Beato per ripensare il Bene comune
Mancano pochi giorni alla beatificazione di Giuseppe Toniolo e negli ultimi tempi vari echi si sono avvicendati per recuperare la memoria di un uomo e di un cristiano, stimato ma probabilmente ancora non molto studiato. D’altra parte, di lui si conosce tuttora poco. I venti volumi della sua opera sono stati pubblicati fra il 1947 e il 1953, poi, di recente, sono stati pubblicati alcuni profili biografici e studi comparatistici, che permettono qualche prima riflessione sulla sua testimonianza in seno al movimento cattolico, di allora come di oggi, e alla sua necessità di un ripensamento.
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